Tendere verso il vero

Siamo spinti dalla nascita ad allontanarci dal vero.
Eppure  continua a rapirci.
Assorbiamo fiabe, aneddoti, identità rappresentate, racconti.
Riempiamo il nostro tempo della loro realtà.
Ci lasciamo educare dai loro messaggi edulcorati.
La piacevole e lenitiva arte della divagazione mentale.
Della creazione narrativa.

Costruiamo la realtà perché non riusciamo ad accettare il vero.

Il vero ci spaventa, ci rapisce. Annienta la nostra esorcizzazione.
Il linguaggio stesso nasce dal nostro bisogno di controllare il vero, di imbrigliarlo, soggiogarlo alle nostre regole.
Ma il vero è la stella polare dell’animo libero.
Chi è libero non teme il vero e non teme di farsi sconvolgere dal vero.
Ora nelle forme di un imprevisto che ribalta un programma giornaliero.
Ora nelle forme di un evento cui reagire.
Ora nelle forme dell’assenza di risposte che segue l’assenza di domande.

Io stimo chi tende al vero, chi coltiva il bisogno di dargli spazio a prescindere da tutto il resto.
Di darle voce.
Al vero maschio.
Alla verità femmina.

Tempo fa un caro amico mi ha chiesto perché non scrivo romanzi.
Perché i romanzi sono un inganno e ve n’è già a sufficienza.

Per uscire dall’inganno l’unica ricetta è il vero.
L’unico antidoto. L’unica terapia. L’unica cura.

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About Francesco Sanna

prima dei complementi oggetto e del soggetto, "sono"
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